Difficile separare i fatti dalle opinioni, quando ciò che accade in un tranquillo pomeriggio di paura evoca bruttissimi pensieri: troppe volte atti simili sono avvenuti in altri Paesi, specie nella vicina Francia, e a compierli sono stati terroristi di matrice islamica. La finora risparmiata Italia sta per conoscere lo stesso criminale destino?
L’interrogativo dura per ore, perché la cronaca, impietosa, spaventa da sé: quindici persone sono state falciate da un’auto che a tutta velocità e contromano è piombata nel centro storico di Modena, mentre la gente passeggiava senza immaginare l’incubo che stava per vivere.
Un incubo che lascerà a terra in condizioni gravissime -una donna senza gambe- almeno quattro feriti.
La macchina dell’investimento sulla folla si è fermata solo perché s’è schiantata contro la vetrina di un negozio. E il conducente che ha fatto?
E’ uscito dall’auto per scappare a piedi, ma con un coltello già in mano che ha usato per aggredire altri passanti. Finché, inseguito da alcuni coraggiosi -uno dei quali ha pure rischiato la vita, difendendosi dalle coltellate dell’uomo-, è stato bloccato e consegnato alla polizia nel frattempo arrivata.
Fin qui l’essenza di un atto inaccettabile, qualunque ne siano state le motivazioni all’origine. E che impone di capire subito chi sia l’autore di una simile azione di violenza e di terrore contro gente inerme e innocente.
Si scopre, così, che si chiama Salim El Koudri. E’ un cittadino italiano di 31 anni d’origine marocchina e residente nel Modenese. Nato a Seriate (Bergamo) è laureato in economia non sarebbe stato -dicono gli investigatori- sotto gli effetti di droga o alcol. Avrebbe fatto tutto perché voleva farlo. Il che non spiega ancora nulla, pur essendo già una prima risposta.
Di lui si riferisce che fosse in cura per problemi psichiatrici fino al 2024.
E pure questa seconda risposta può forse chiarire solo in parte quel che è successo, e che dovrà essere accertato in pieno, ricostruendo la vita e la personalità, i rapporti e le amicizie di quest’uomo, secondo un’indagine che non deve lasciare punti oscuri.
Tale indagine è stata significativamente affidata all’antiterrorismo della direzione antimafia di Bologna. Le modalità del gesto hanno suggerito questa scelta, anche se nessuna pista viene esclusa.
“Gravissimo, il responsabile risponda fino in fondo delle sue azioni”, sottolinea la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. “Arrestato il criminale di seconda generazione”, dice Matteo Salvini.
L’intero arco politico, dal governo alle opposizioni, esprime indignazione per l’accaduto e solidarietà ai familiari delle persone colpite.
Dunque, attentato, lupo solitario o folle azione personale?
Nell’attesa di capire tutto ciò che si deve capire, interviene il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, mettendo in risalto il senso civico dimostrato dai cinque/sei coraggiosi che hanno rincorso l’autore del crimine, e ringraziandoli.
Non è un dettaglio: anche il civismo può contribuire in maniera determinante alla sicurezza di tutti.
Pubblicato su L’Arena di Verona, Il Giornale di Vicenza, Bresciaoggi e Gazzetta di Mantova