Si fa fatica a comprendere quali possano essere le ragioni che hanno spinto le autorità di Tel Aviv a irritare, anzi, indignare l’unico Paese d’Europa che da sempre si sforza di capire molto più degli altri il punto di vista dell’unico Paese democratico in Medio Oriente.
Italia e Israele, è crisi politico-diplomatica con tanto di convocazione dell’ambasciatore israeliano a Roma (in diplomazia è un atto forte e formale di protesta, e lo stesso hanno fatto Francia, Spagna, Olanda) in seguito al trattamento subìto dai 29 nostri connazionali -compreso un parlamentare, il pentastellato Dario Carotenuto- fra i 430 attivisti della “Flotilla” in navigazione per Gaza.
Le imbarcazioni sono state intercettate e assalite da militari israeliani in acque, oltretutto, internazionali. Essi hanno pure sparato proiettili di gomma verso gente disarmata.
Come se tale palese violazione del diritto e del diritto internazionale non bastasse, gli arrestati sono stati bendati, inginocchiati e derisi dal ministro della Sicurezza, Itamar Ben-Gvir, noto estremista e provocatore, che infatti ha trasformato il vilipendio in spettacolo con video diffuso.
“Benvenuti in Israele”, ha detto, irridendo gli umiliati e assimilandoli a sostenitori dei terroristi di Hamas.
“Israele ha diritto a fermarli, ma Itamar ha sbagliato”, ha riconosciuto, in ritardo e a oltraggio compiuto, il primo ministro, Benjamin Netanyahu. Sbagliando a sua volta: gli attivisti non sono stati “fermati” in acque israeliane. Né risulta che la sovranità d’Israele si estenda a tutto il Mediterraneo. “I provocatori saranno espulsi”, annuncia Netanyahu.
Durissima la reazione delle istituzioni italiane, a cominciare dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che in una nota senza precedenti per tono e contenuto usati, parla di «trattamento incivile inflitto a persone fermate illegalmente in acque internazionali, che tocca un livello infimo ad opera di un ministro del governo di Israele».
In un’altra nota congiunta la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, dopo aver definito “inaccettabile” il trattamento alla Flotilla, precisano che da Israele ora l’Italia “pretende le scuse per il totale disprezzo dimostrato nei confronti delle esplicite richieste del governo italiano”. Erano quelle di trattare gli inermi con il dovuto rispetto.
Ma è l’intero arco parlamentare a reagire. “Immagini agghiaccianti, questi sono crimini contro la dignità umana”, accusa Elly Schlein, leader del Pd, rispecchiando la protesta di tutte le opposizioni.
Resta l’interrogativo di come possa il governo d’Israele, da tempo sott’accusa in molte parti del mondo per la guerra che ha lasciato Gaza tra le rovine, pensare di acquisire credito politico con azioni come queste. A prescindere dai giudizi sull’iniziativa della Flotilla, che anche in Italia sono diversi e divisi. Missione umanitaria per chi la appoggia, propaganda politica per chi la contesta.
Ma “est modus in rebus”, ci dev’essere sempre una misura nell’affrontare le cose, avvertivano nell’antica Roma. Quel confine invalicabile del diritto che le autorità israeliane hanno ampiamente oltrepassato.
Pubblicato su L’Arena di Verona, Il Giornale di Vicenza, Bresciaoggi e Gazzetta di Mantova