Saluti e Bezos da Venezia

Soltanto invidia e compassione possiamo nutrire per i veneziani.

Risiedono nell’unica città al mondo inimitabile per incanto e bellezza della sua irripetibile conformazione, oltre che per grandiosità della sua storia. Ma, allo stesso tempo, essi sono costretti a convivere con legioni di turisti provenienti dall’intero universo, e che ogni giorno vogliono condividere almeno per qualche ora la fortuna e il privilegio che i veneziani provano su di sé e assicurano agli altri tutto l’anno.

E’ il pedaggio ingiusto -si pensi al costo della vita tra i più cari del Paese-, che i nostri invidiati connazionali pagano per quel tesoro immenso fra le loro mani, davanti ai loro occhi, dentro il loro cuore.

Da qui il grande dibattito: come rendere “vivibile” per i suoi abitanti il luogo più romantico del pianeta, senza trasformarlo in una Disneyland dei canali. Ma anche capendo che gondole e vaporetti navigano insieme: il fascino per l’antica e intima imbarcazione con il trasporto di massa ogni dieci minuti per spostarsi tra ponti, calli e meraviglie. Passato e presente nella stessa acqua.

Perciò la polemica sul matrimonio da favola di Jeff Bezos con Lauren Sánchez -tre giorni di feste milionarie finite sabato sera tra baci e sorrisi: anche per i ricchi Venezia ha tempi contingentati-, è incomprensibile.

Bezos è uno dei primi quattro miliardari al mondo. Anche il Ragioniere Generale dello Stato faticherebbe a stimare il suo patrimonio.

Dunque, il paperonissimo e sua moglie, che è una delle più note giornaliste statunitensi, avrebbero potuto “celebrarsi” ovunque, da New York a Rio de Janeiro, da Parigi a Londra, da Dubai alla Stazione Spaziale Internazionale: non mancano loro né i soldi né la voglia di stupire in vanitosa sintonia con la civiltà del selfie di cui siamo ormai prigionieri. Invece, oltre che all’Ego gigantesco e al denaro smisurato, scegliendo Venezia la coppia ha mostrato anche un discreto buon gusto e il sogno di innaffiare quell’amore per sempre che qui si promette agli estasiati. Quali Jeff e Lauren sono apparsi al club dei più di 200 amici Vip convocati per l’evento e a chi li salutava con simpatia e fotografava da lontano.

Un evento -questo sì il Ragioniere potrebbe calcolare- che avrebbe generato quasi un miliardo di euro per Venezia, cioè due terzi del fatturato annuale turistico della città. Avercene, di Bezos-Sánchez, si augurerebbero gli amministratori di qualsivoglia luogo della Terra.

E poi questa celebre coppia non è la prima né sarà l’ultima a scombussolare Venezia, che non attrae solo i milionari: attrae l’umanità.

Dopodiché, riprenda pure il giusto dibattito su come lenire gli inevitabili disagi per i residenti nella città blindata per l’occasione.

Tuttavia, contestare Bezos per la sua ricchezza o perché tra gli invitati c’era la figlia di Trump, Ivanka (cioè per l’amicizia con l’attuale presidente degli Stati Uniti), o perché nessuno come questo fondatore di Amazon simboleggerebbe il capitalismo globale, che per certi contestatori è intrinsecamente malvagio, significa vivere non in Laguna, ma fuori dal mondo.

Pubblicato su L’Arena di Verona, Il Giornale di Vicenza, Bresciaoggi e Gazzetta di Mantova