Quando il Quirinale smentisce il piano del Quirinale

La smentita è fulminante, pungente, definitiva. “Al Quirinale si registra stupore per la dichiarazione del capogruppo alla Camera del partito di maggioranza relativa che sembra dar credito a un ennesimo attacco alla Presidenza della Repubblica costruito sconfinando nel ridicolo”.

Così l’insolita nota -è raro che dal Colle si commentino dichiarazioni politiche–, prende di punta un comunicato-stampa che Galeazzo Bignami, capogruppo dei deputati di Fratelli d’Italia, aveva a sua volta diramato per sollecitare una smentita sulla notizia a tutta prima pagina pubblicata da “La Verità” e riassunta dal titolo “Il piano del Quirinale per fermare la Meloni”.

Si parla di un progetto nel quale sarebbe coinvolto il consigliere del Quirinale, Francesco Saverio Garofani, per contrastare la possibile vittoria del centrodestra alle prossime elezioni con la conseguente prospettiva di poter eleggere anche un esponente della stessa coalizione come successore di Sergio Mattarella.

Nell’articolo si sottolinea che il citato consigliere sia stato per tre legislature parlamentare del PD e che la manovra in corso prevederebbe pure la costituzione di una lista civica centrista a livello nazionale per prosciugare consensi al centro-destra e rendergli così complicata l’eventuale doppia vittoria a Palazzo Chigi e al Quirinale.

“Confermo parola per parola quanto abbiamo scritto”, dice Maurizio Belpietro, direttore de “La Verità”, dopo la smentita del Quirinale. Aggiungendo che di ridicolo “c’è soltanto il maldestro tentativo di mettere il silenziatore a dichiarazioni inquietanti rilasciate da un consigliere del presidente della Repubblica”.

S’infiamma la vicenda, dunque, ma Bignami che dice, essendo lui il vero obiettivo della smentita presidenziale? “Il Quirinale non c’entra nulla ed è al di fuori di ogni polemica e di qualsiasi tirata”, chiarisce subito. Poi ribadisce la sua richiesta: “Mi attendo una smentita dalla persona che avrebbe detto certe cose”. Si torna così al punto di partenza.

“Né FdI, né tantomeno Palazzo Chigi hanno mai dubitato della lealtà istituzionale del presidente Mattarella”, deve intervenire il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari. Secondo il quale una rapida smentita del consigliere Garofani avrebbe risolto sul nascere ogni polemica.

Invece lo scontro dilaga con le opposizioni (in particolare PD, M5s e AVS) che accusano Bignami di “parole inaccettabili” nei riguardi del Quirinale e sollecitano la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a smentire il suo capogruppo.

In questa selva di smentite sollecitate e di posizioni riaffermate almeno due cose appaiono chiare.

La prima, che Mattarella non c’entra niente, come precisa perfino il diretto interessato, Bignami, che aveva rilanciato e chiesto lumi sull’articolo de “La Verità”.

La seconda è che mancano un paio di anni per le elezioni politiche e più di tre per quelle al Quirinale. Ma la campagna elettorale è già cominciata.

Si dirà che in Italia siamo in perenne campagna elettorale. E che la rissa politica per interposta istituzione ne è solo l’ultima dimostrazione.

Pubblicato su Il Giornale di Vicenza, Bresciaoggi e Gazzetta di Mantova